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Libro della Settimana

Tredici storie per tredici calciatori
a cura di Marco Ottaiano

Collana: Dissensi

Pagine: 192

ISBN: 9788896350140

Prezzo: 13.00 

Disponibilità: Buona

«Il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti» - George Bernard Shaw

Sotto gli occhi ridotti a due fessure, Fenwick strinse le labbra. Vieni, bello; vieni dalla mia parte. Vieni qui, che ti azzoppo. Tu sei la volpe, io sono il grosso setter che ti azzannerà. Chiedi in giro, nano, come finiscono sempre le cacce alla volpe, nello Yorkshire. Pelusa capì che non c’era altra strada che tentare la sorpresa. Era una vita, che tentava la sorpresa. Tutto il suo calcio era basato sulla sorpresa. Ti aspetti che tiri di destro? e io metto il sinistro dietro la gamba, e calcio come se avessi usato l’altro piede. Ti aspetti che io tiri forte sul palo più vicino? e io tiro piano piano, sull’altro palo. Ti aspetti che vada all’esterno, cercando il mio piede? e io me ne vado all’interno e ti faccio una rabona sotto il muso. Ti aspetti che passi la palla a un compagno vicino? e io cerco quello libero, più lontano. La sorpresa, pensò Pelusa. Che ti aspetti, Fenwick? Che io ti eviti? E invece eccomi qui, Fenwick: vengo proprio tra le tue fauci. Vediamo che fai.

Dichiarazioni d’amore, storie di passione, ricordi ancora brucianti: il calcio è anche questo per i suoi tifosi. Per segnare bisogna tirare in porta è una raccolta di racconti ideati da scrittori, giornalisti, artisti, personaggi televisivi e radiofonici. I protagonisti sono miti e meteore del rettangolo verde, da Zoff a Rivera, da Lalas a Di Bartolomei, da Sergio Volpi a Lavezzi, da Mancini a Sandro e Valentino Mazzola, da Pulici a Héctor Adolfo Enrique detto El Negro fino a Pelusa Maradona, da Boninsegna a Pep Guardiola. Calciatori che hanno fatto sognare, calciatori che sono stati anche uomini fuori dal campo e che hanno segnato l’immaginario collettivo sul gioco più seguito al mondo. Del resto, la raccolta porta in epigrafe una significativa frase di George Bernard Shaw: «Il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in novanta minuti». E ancora, come scrive Marco Ottaiano nella prefazione: «Ognuno di noi ha il diritto di avere il suo mito calcistico ma quel mito, per essere tale, dobbiamo vederlo in tutta la sua grandezza. E per farlo ci occorrono occhi da ragazzino».

Recensioni

• «… gli autori erigono i loro piccoli, personalissimi altarini ai propri idoli del calcio, in un amarcord agrodolce, con ironia, affetto, divertimento, entusiasmo, a volte con struggente nostalgia: tutti sentimenti riflessi in quel magico rettangolo d’erba capace di contenere gioie e dolori, miseria e nobiltà» (Fabrizio Coscia, Il Mattino)

• «…una palestra di democrazia, ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, da Sartre a Pasolini in tanti hanno ribadito che il calcio è una cosa seria» (Peppe Pace, Roma)

l.unita 2luglio2010.pdf