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Libro della Settimana

Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone

Pubblicazione: 12 aprile 2018

Collana: Dissensi

Pagine: 176

ISBN: 9788896350690

Prezzo: 10.00 

Dopo ore e chilometri accarezzando la sabbia, continuando a urlare per il dolore, Libbertu aveva capito che i soccorsi non sarebbero mai arrivati e che invocare aiuto fosse inutile. Allora iniziò a chiamare la madre: singhiozzando e piangendo. La chiamava alzando sempre più la testa in modo da non far cadere le parole a terra e sperando che quel leggero vento portasse il suo grido fino al cuore di chi, con le stesse urla, lo aveva donato al mondo.

Tutto inizia e finisce a Vazzarìa. Questo immaginario paese dell’entroterra siciliano è l’approdo del disertore Nirìa che, durante lo sbarco alleato del 1943, scappa sulla scia di un sogno premonitore. Padre e figlioletto al seguito, diventa lo sgangherato condottiero di un manipolo di fuggitivi. Libbertu, invece, a Vazzarìa ci è nato: secondo di sette figli, gran lavoratore e con una sincera passione per lo studio, subito dopo l’entrata in guerra dell’Italia, decide di arruolarsi con le camicie nere, sperando di dare una svolta al proprio futuro, e così parte per la Libia. Vicende personali, drammatiche ma anche esilaranti, spassose e grottesche, s’intrecciano al racconto della Seconda guerra mondiale, in particolare all’operazione Pugilist in Tunisia che vede la disperata e vana resistenza delle forze italo-tedesche, e all’operazione Mincemeat, capolavoro dell’intelligence inglese per ingannare e depistare i tedeschi circa lo sbarco in Sicilia delle truppe alleate. Il lettore si commuove, si diverte, si arrabbia, trovandosi di fronte a un quadro drammatico, nel quale comunque prevalgono l’amore per la vita, l’amicizia autentica che è collante e fonte di speranza nonostante menzogne e meschinità, sentimenti che accomunano vincitori e vinti. Ma il vero punto di forza del romanzo è il linguaggio, una miscela di italiano e vernacolo siciliano, comprensibile e accattivante, mai fuori luogo, icastico, adeguato alle situazioni, incisivo. Il personaggio di Nirìa oscilla tra l’Enea virgiliano e il Gassmann dell’Armata Brancaleone, quello di Libbertu – realmente esistito – è vero e umano anche sulla carta.

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Recensioni

Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone recensito su Rock’n’read

Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone recensito su Progetto Medea

Lo scemo di guerra e l’eroe di cartone recensito su Mille Splendidi Libri e Non Solo wordpress