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Libro della Settimana

LE OPINIONI DELL’ABATE JÉRÔME COIGNARD

traduzione di Filippo Benfante

Collana: Dissensi

Pagine: 169

ISBN: 9788896350157

Prezzo: 13.00 

Disponibilità: Buona

«Il più radicale breviario scettico che sia apparso dopo Montaigne» - Jules Lemaître

«Se veramente la nobiltà della condizione degli uomini si misurasse in proporzione ai pericoli che si corrono, non esiterei ad affermare che i contadini e gli operai sono gli individui più nobili dello Stato, perché ogni giorno rischiano di morire di fatica e di fame. I pericoli a cui i soldati e i capitani si espongono sono inferiori sia per numero che per durata: appena qualche ora a confronto di una vita intera, e si tratta di affrontare proiettili e pallottole, che uccidono con minore certezza della miseria».

La vicenda è ambientata nei primi decenni del Settecento, i personaggi sono ripresi da uno dei romanzi più famosi di Anatole France, La rosticceria della Regina Pié d’oca. L’abate Coignard discute a ruota libera, con persone incontrate per caso, sulla politica, sulla morale pubblica, sulla sociologia, sulla scienza, sull’esercito, sulle accademie e infine sulla giustizia, quando perora contro gli usi del tempo e la crudeltà degli uomini. L’abate argomenta con un misto di audacia rivoluzionaria e di ossequio alla tradizione, di scetticismo amaro e di sorridente indulgenza. È nemico dell’assolutismo, ma anche diffidente delle rivoluzioni. Un libro che non può mancare nella biblioteca degli amanti di Voltaire e Diderot e di chi riflette su che cos’è la rivoluzione.