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  • Esso è fiorito da per tutto: dovunque una previdente mano di giardiniere sotterrò il grezzo bulbo, sotto la terra, a suo tempo, dovunque una piccola mano femminile sotterrò, nel breve vaso, fra la terra fresca, la rozza cipolletta, aspettando pazientemente il primo fiore di primavera. E roseo, bianco, lilla, giallo, roseo-cremisi, violetto cupo, sottile e polposo, semplice o doppio, fino o

    folto, il giacinto è fiorito sul suo stelo senza foglie, come un profumato grappolo. Il bellissimo fiore dalla fragranza così soave e penetrante insieme, non tollera di stare con altri fiori; chi lo accoppiasse con le belle rose thea, che sono una delle dolcezze floreali del febbraio o con le umili violette – violette e rose thea invece, quale estetica unione, bella nella memoria!

    – commetterebbe invero un delitto di gusto. Solo il giacinto! Voi unirete un ramo di giacinti bianchi a uno di giacinti lilla, un ramo di giacinti gialli ad uno di giacinti violetti, ma con altri fiori, mai. La sua ricchezza, la sua nobiltà, la sua forma, il suo profumo amano l’isolamento: e in un salotto dove sono dei giacinti, la donna non mette altri fiori: il giacinto è come il giglio, che neppure sopporta

    compagnia, bellissimo e decorativo fiore in una stanza, sovra una mensola; non nelle mani o alla cintola di una signora. Il cereo fiore non è fatto per essere trasportato: mentre lungamente resiste nell’acqua, nelle mani appassisce subito. Qualunque breve urto lo sciupa: e sciupato, il suo odore si perde. Esso diventa un ramoscello ignobile che imputridisce.

    L'anima dei fiori. Il giacinto. La glicinia. La giunchiglia. Il geranio. La tuberosa. La canfora. La margherita. L'azalea. Il fiore di neve. Il miosotide. L'oleandro

L’anima dei fiori. Il giacinto. La glicinia. La giunchiglia. Il geranio. La tuberosa. La canfora. La margherita. L’azalea. Il fiore di neve. Il miosotide. L’oleandro

Volume 7. Cura e saggio introduttivo di Donatella Trotta

Pubblicazione: 24 giugno 2022

Collana: spARTaco

Pagine: 80

ISBN: 9788896350997

Disponibilità: Ottima

Prezzo: 13.00 

«Prodigioso fiore, il cui carattere, la cui espressione ci parlano di una vita intesa con larghezza, con vibrante piacere spirituale, con vibrante piacere dei sensi, con una fusione di bellezza, di arte, di poesia, di grazia che raramente, raramente, invero, si riuniscono in una sola parvenza floreale, l’azalea».

Struggersi. Consumarsi. Morire di passione. Come una giunchiglia, «l’amore, nato tra le effusioni del sentimento, nella vitalità gagliarda e prorompente, ora intisichisce nella stanchezza e nel languore». E si fa spazio una nostalgica afflizione che solo un giacinto può capire: «Coloro che lo amano, sono le persone malinconiche che nelle forme belle e squisite della vita cercano una consolazione ai loro muti e segreti dolori». Per Matilde Serao «è un fiore magnifico e triste» che carezza le anime. Magari quelle meravigliosamente irruenti, glicinie in fiore senza foglie, senza difese: «Bizzarra e simbolica anomalia, che fa pensare a certe giovinezze troppo rapide, troppo impetuose, che sbocciano doviziosamente, vivono una vita intensa e muoiono prima che giunga la maturità». E si lanciano nel vuoto, protese nell’afferrare un momento, fuggente, fugace, fiore splendido dal profumo solo immaginato, negli occhi persi un colore che è quello «del nostro cielo nel bacio dell’alba».

 

LA CURATRICE

Donatella Trotta, nata a Roma, è cresciuta e si è formata tra Italia, Giamaica, Svizzera e Giappone prima di fermarsi per sua scelta a Napoli dove, dopo la laurea in Lettere moderne, vive e lavora. Giornalista professionista (dal gennaio 1983 alle pagine culturali del quotidiano partenopeo “Il Mattino”), già docente di ruolo di materie letterarie, è anche autrice, traduttrice e curatrice di libri tra saggistica e narrativa, divulgazione e poesia per varie case editrici, per adulti e ragazzi. Per il suo impegno nel sociale, nella letteratura giovanile e nella promozione del libro, della lettura e dell’arte come esperienza ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra i più recenti, il Premio Andersen, il Premio internazionale di giornalismo civile dell’Istituto italiano per gli Studi filosofici, l’Eip-Italia (École Instrument de Paix) dell’Unesco e il Premio di giornalismo Matilde Serao a Carinola, nell’ambito del quale ha ricevuto anche una targa d’argento del Presidente della Repubblica per i suoi studi sulla «madre fondatrice» del “Mattino”.

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