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  • Gli sembrò sulle prime troppo bella, l’offerta, per essere vera, e la lettera inviata dal loro amico, come specificava, per tastare il terreno sulle loro inclinazioni e disponibilità, fece quasi l’effetto di un bello scherzo a loro spese. L’amico, il signor Grant-Jackson, persona molto prominente e pressante sante, maestro nell’argomentare e disporre, brusco negli

    approcci, dagli atteggiamenti imprevedibili, per non dire perversi, acclamato e quasi altrettanto osteggiato nella vasta regione delle Midlands alla quale, secondo la frase, aveva insegnato la misura del suo piede – questo loro amico aveva scagliato il suo fulmine a ciel sereno e li aveva tanto scossi, da suscitare quasi più paura che speranza.

    Il posto risultava vacante per la morte di una delle due signore, madre e figlia, che vi prestavano servizio da quindici anni; la figlia continuava a occuparsene da sola per fare un favore; ma benché molto avanti negli anni, era capitata l’occasione d’un matrimonio che comportava lasciare l’impiego, e il problema dei successori s’era fatto urgente.

    Onde la necessità di trovare una coppia d’un qualche tipo, ma del tipo giusto, preferibilmente due sorelle istruite e competenti; una coppia di sposi avrebbe avuto i suoi vantaggi, purché con segnalate qualificazioni. Già non si contavano più i postulanti, candidati, assedianti alla porta di chiunque si supponesse aver voce in capitolo, e il signor Grant-Jackson, a suo

    modo diplomatico e con una voce magari non delle più chiassose, ma dotata di note insistenti, aveva fissato la sua preferenza su una persona o coppia di persone che si fosse mostrata decorosa e silenziosa. I Gedges dovevano averlo colpito per la loro muta attesa – sebbene nella fattispecie nessun impiccione si fosse preso la briga di portargli, nella loro lontana provincia

    del nord, la minima avvisaglia di felicità o pericolo. E del resto, il colpo di fortuna era nato ovviamente da un ricordo non proprio freschissimo, che non aveva dato buon frutto prima.

    La casa natale

La casa natale

Cura e traduzione di Sergio Perosa. Collana diretta da Alessio Bottone

 

Pubblicazione: 31 marzo 2022

Collana: Elitropia

Pagine: 152

ISBN: 9788896350959

Disponibilità: ottima

Prezzo: 14.00 

E Loro vogliono anche vedere dove Lui consumava il pranzo e dove prendeva il tè?». «Tutto, vogliono», disse Morris Gedge. «Vogliono vedere dove appendeva il Suo cappello e dove teneva gli stivali e dove Sua madre metteva a bollire la pentola». «E se lei non glielo mostra...?». «Lo mostrano Loro a me. C’è in tutti i loro librettini».

Una casa-museo, lo spirito sfuggente di Shakespeare, un custode chiamato a trasformarsi in personaggio da baraccone. È lecito, e fino a che punto, assecondare turisti affamati di invenzioni e bugie nella presunta casa natale del Bardo? È giusto mostrare loro dubbie reliquie, raccontare frottole, inscenare teatrini pur di tenere in piedi lo «show»? Morris Gedge, protagonista di questo romanzo breve e sacerdote del tempio, «la casa giovanile del supremo poeta, la Mecca della razza anglofona», se lo chiede e, per tenersi stretto il lavoro, dovrà affrontare le più profonde remore della propria coscienza, pressato da una moglie preoccupata, un capo che incute timore e amichevoli visitatori d’oltre oceano. Nell’epoca delle mistificazioni e delle fake news, dell’idolatria e della spettacolarizzazione dell’artista a scapito dell’arte, Henry James ci consegna un testo, scritto con tono leggero tra ironia e satira, di straordinaria e potente attualità. Pubblicato per la prima volta in Italia, è curato da uno dei massimi studiosi dello scrittore statunitense.

Sergio Perosa è tra i massimi esperti dell’opera di Henry James, di cui ha curato fra l’altro l’edizione dei Meridiani Mondadori dei Romanzi brevi (1985, 1990), e di quella di Shakespeare, di cui ha condiretto l’opera omnia per Garzanti (1993-2000). Professore emerito all’Università Ca’ Foscari di Venezia e collaboratore del “Corriere della Sera” dal 1969. Tra i suoi ultimi lavori: Studies in Henry James (2013, 2015), Il Veneto di Shakespeare (2018), Veneto, Stati Uniti e le rotte del mondo. Una memoria (2016, ediz. inglese 2020).

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Recensioni

La casa natale su Il Sole 24 ore

La casa natale recensito da Nadia Fusini su Robinson 

«Ho anche capito che a, volte, le grandi opere vengono illuminate da quelle di cui non parla nessuno. Proprio questo mi è capitato con “La casa natale” del grande scrittore americano Henry James». Eva Luna Mascolino sul Sicilian Post

La casa natale  primo nella Top Ten dei consgliati da Robinson del 30/4/2022

 

Giuseppe Montesano scrive su Il Mattino di Elitropia e La casa natale

La casa natale recensito da Antonella Cilento su La Repubblica Napoli

La casa natale recensito su MilleSplendidilibriblog

La casa natale su Modulazioni temporali

La casa natale recensito su Il Messaggero.it

La casa natale su Un libro tira l’altro di Radio24

La casa natale recensito da Antonio Saccone su Il Mattino ed. nazionale

«La casa natale è racconto e critica allo stesso tempo e la critica è in questo caso creatività».  Elisabetta Favale su Linkiesta

La casa natale su Il Giornale del Sud

Alessandro Zaccuri recensisce La casa natale su Avvenire

 

Recensione di Antonio Pane su istituto euro-arabo

Recensione di Pierluigi Panza sul Corriere della sera del 05/06/2022

La casa natale recensito sul blog letterario Duecento pagine