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  • Il primo arcano era la Morte, il secondo il Bagatto. Non si può prevedere il futuro. Si può solo provare a indovinarlo. Per farlo bisogna essere abbastanza bizzarri, almeno quanto lo è il caso. E Bolla era un uomo bizzarro. Mise accanto le due carte allineandole al bordo del tavolo. Un profumo distante di mare filtrava attraverso le stecche della tapparella. Si impastava alle note suonate da un sassofonista squattrinato per un pubblico sfatto di turisti e professionisti sottratti al lavoro dal primo

    sole di maggio, seduti ai tavolini all’aperto in via Principe di Belmonte, grati per quell’isola di pace al centro di Palermo. Chiuse gli occhi. Bolla aveva ripetuto dentro di sé la domanda rivolta poco prima alle carte. «Ho fatto bene?». La Morte. La fine, un accadimento obbligato e ineluttabile. Un passaggio che può essere doloroso, difficile, comunque indispensabile per l’evolversi delle cose. Chiudere con il passato e troncare legami o abitudini provoca sempre sofferenza. l Bagatto. Un giocoliere, un prestigiatore che dispone degli attrezzi del mestiere. Ricorda il ciarlatano delle fiere e dei mercati medievali. Ma è qualcosa di più: questa carta chiamata anche il Mago simboleggia il numero uno, l’azione, i primi passi di un nuovo cammino. L’iniziato possiede tutti gli strumenti per passare attraverso le prove della vita e progredire. È il principio di tutto. L’interpretazione dei due arcani era chiara: qualcosa era terminato, qualcosa di nuovo stava per cominciare.

    I casi di Bolla. La Morte e il Mago

I casi di Bolla. La Morte e il Mago

Pubblicazione: 4 novembre 2021

Collana: Dissensi

Pagine: 168

ISBN: 9788896350935

Disponibilità: ottima

Prezzo: 14.80 

Prese il mazzo che aveva poggiato sul tappeto e distribuì tutte e ventidue le carte attorno a sé cominciando dalla sua sinistra e formando un ampio semicerchio che finiva alla sua destra. Chiuse gli occhi e dopo qualche minuto li riaprì. E vide. Vide tutto.

Quando l’incantevole Rebeca bussa alla sua porta, Bartolomeo Bolla non ha idea di quanto il timone della sua vita girerà per cambiare rotta. Sa solo che i tarocchi l’hanno già previsto. Perché è un cartomante. E indovino. «Devi aiutarmi, il mio amante è scomparso». Ma lui non è un investigatore. «Tu sei un macumbeiro. Riesci a capire l’anima delle persone» insiste la brasiliana. In realtà Bolla è soprattutto un uomo bizzarro. E accetta, ammaliato dagli occhi nocciola e dalla bocca amarena della donna. Il tizio che ha fatto perdere le sue tracce è un notaio. Bolla conduce le ricerche nell’ambiente dell’alta borghesia siciliana e nel mondo della prostituzione, scoprendo drammi e paure di una carrellata di personaggi di cui svela ipocrisie, eccessi e segreti. Al suo fianco, zio Tango, ex poliziotto appassionato di vino, che gestisce la Taverna dei Tre chiodi, la «spicciafaccende» Nica, l’amica d’infanzia Dada. E alberi, fiori, piante dai quali attinge l’energia cosmica e persino qualche buona dritta. Sullo sfondo i contrasti di una Palermo maestosa nei suoi palazzi nobiliari e umile nelle botteghe artigianali, struggente nei giardini fioriti e nei borghi marinari.

Una «detective story» sui generis: il piano reale e quello esoterico si fondono, la divinazione è sempre un passo avanti agli accadimenti. Il curioso, ecologista, irresistibile Bolla è destinato a entrare nel firmamento dei più originali personaggi polizieschi senza esserlo. Lo dicono le carte.

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Recensioni

«Un giallo avvincente e davvero fuori dal comune. In un andirivieni di persone che credono nell’amore e che da queste sono state deluse e maltrattate, non mancheranno certamente colpi di scena». I Casi di Bolla. La Morte e il Mago recensito sul lit-blog Cogito et Volo

«Un romanzo indimenticabile dove un moderno Tiresia chiamato a risolvere i misteriosi arcani di tutti quelli che lo circondano, ci ricorda che le nostre esistenze sono come bolle di sapone che nell’aria si disperdono». Recensione di Francesco De Filippi sul blog letterario “La casa delle storie”

«Nel panorama della letteratura noir, prende vita un nuovo e originalissimo personaggio lontano dagli stereotipi investigativi cui siamo abituati: Bartolomeo Bolla», Loredana Cilento su millisplendidilibrienonsolo