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Libro della Settimana

C’era una donna nel mezzo del destino

introduzione di Livia Apa, traduzione di Giulia Brunello

Collana: Dissensi

Pagine: 74

ISBN: 9788887583809

Prezzo: 11.00 

Disponibilità: Buona

Un romanzo che incanta chi lo legge e condivide con l’autore la leggenda e la realtà, seguendo un percorso di cui vivi e morti sono parte inalienabile

Rimasi suo prigioniero, bella com’era, ancor più bella perché di addolorata bellezza. Salto-che-salto, salto-che-salto, un giovane capretto mi nacque dentro il petto. E quando uscii da questo meraviglioso spavento del cuore, la carretta se n’era già andata, ma lei era ancora nei miei occhi. Per sempre. Da quel momento in poi soffrii, non al pensiero che l’uomo dell’asino fosse suo marito, ma che, dalla superbia che si notava, fosse il suo padrone. E si notava ancor di più quando lei andava a far legna, alla fonte, nei campi: dov’era la ragazza là c’era l’uomo, sempre dietro, come chi porta al pascolo un bue.

Immaginazione, elementi fantastici, tradizione, mistero, magia. Monologhi, conversazioni, ricordi: un uomo parla con un morto che ha visto insepolto molti anni prima. All’epoca era solo un bambino e stava pascolando le capre. Ora vive in città, ma – attraverso il filtro della memoria e rivolgendosi al morto – ricostruisce paesaggi, alberi, animali, personaggi, episodi, miti e leggende della sua terra. Fra tutti i ricordi uno, in particolare, è motivo di sofferenza: l’immagine di Biana, una donna che tutti i maschi desideravano e che ha segnato il destino dell’uomo, impedendogli di amare altre donne. Adesso l’uomo vuole finalmente seppellire quel morto e costruisce uno strano marchingegno, qualcosa a metà tra una giraffa e l’ascensore di una miniera. È qui che, inaspettatamente, ritrova Biana, la donna capitata nel mezzo del suo destino. Il romanzo – diviso in sette cicli, ognuno con un diverso registro nonostante il tema comune – conduce il lettore in un mondo in cui vivi e morti non possono fare a meno gli uni degli altri.