Serao – viaggiatrice curiosa, esploratrice dell’esistenza – trascorre qualche giorno di fine Ottocento a Firenze. Immersa nell’ambiente diurno e notturno della città, con strade e chiese palpitanti di vita e di arte, punteggia di pennellate spirituali ed estetiche una serie di riflessioni che restituisce al suo pubblico dapprima in una conferenza tenuta al Circolo Filologico di Napoli e poi in un libriccino pubblicato nel 1895. «Io credo che si può nascere Salomè e diventare Maria Maddalena, nascere Dubarry e diventare Carlotta Corday, nascere Cleopatra e diventare Beatrice!» scrive, tratteggiando il profilo della musa del Sommo Poeta e delle donne, visibili e invisibili, che da sempre ispirano gli uomini di ingegno. In primis la madre, che da subito «vede quello che gli altri non vedono», tant’è che «ciò che, più tardi, meraviglierà il mondo, non la stupisce!». Perché tutti, anche i più grandi, sono stati bambini e Serao − come affermerà all’indomani della Prima guerra mondiale − avrebbe voluto un monumento alla Madre Ignota, al suo sacrificio silente, resistente e fertile. «La maternità è il più lusinghiero fra i tranelli della vita: il più splendido» scrive nel 1919 in una delle lettere inedite alla figlia Eleonora che qui fanno da naturale corollario a un testo finora dimenticato ma tra i più belli del suo repertorio, intriso di poetica ed empatia. Beatrice diventa, dunque, lo spunto per un inno a tutte le donne feconde con la mente, l’anima, il cuore, in una genealogia al femminile generativa di idee e valori.
La curatrice
Donatella Trotta è nata e cresciuta a Roma. Dopo una formazione cosmopolita ha scelto di vivere e lavorare a Napoli, dove si è laureata all’Università Federico II. Giornalista professionista (alle pagine culturali del quotidiano «Il Mattino»), collabora con riviste, tra le quali «Leggendaria» e «Andersen». Già docente di ruolo di materie letterarie, è autrice, traduttrice e curatrice per varie case editrici, per adulti e ragazzi, di testi tra saggistica e narrativa, divulgazione e poesia. Per il suo impegno nel sociale, nella letteratura giovanile e nella promozione del libro, della lettura e dell’arte come esperienza ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra gli altri, il Premio Andersen, il Premio internazionale di giornalismo civile dell’Istituto italiano per gli Studi filosofici, l’Eip-Italia (École Instrument de Paix) dell’Unesco e il Premio di giornalismo Matilde Serao a Carinola, nell’ambito del quale ha ricevuto anche una targa d’argento del Presidente della Repubblica per i suoi studi sulla «madre fondatrice» del “Mattino”. Per Edizioni Spartaco ha curato, dal 2020 al 2023, l’opera di Matilde Serao L’anima dei fiori in otto volumi illustrati da Angelo Maisto.
Libro pubblicato con il contributo della Regione Campania.













