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  • Due parole

    Se qualcuno dei miei lettori volesse chiedermi perché ho scritto questo libro, risponderei che non lo so. Un giorno, ricordando il mio girovagare sui nostri fronti di lotta, mi sono deciso a sistemare gli episodi e a dargli una forma letteraria. Per il pubblico? Non proprio. Pensavo di farlo per me, per mero capriccio, per curiosità personale. Però qualcuno mi diede l’idea

    di pubblicare i miei appunti, e il compagno David Antona, della Sezione Propaganda del Comitato Nazionale della mia Organizzazione Confederale, dando al mio modesto lavoro un valore e un interesse che non ha, mi convinse a pubblicarlo. Lo ringrazio della sua idea, per me è stato un onore vedere pubblicati i miei astrusi appunti in un libro, la cui lettura spero e

    desidero non annoi i lettori. All’inizio ho resistito a fantasticare sui miei racconti, e questo per due motivi: il primo, perché non sono un letterato di qualità, e il secondo perché nelle mie narrazioni mi sono concentrato sulla verità. E la verità in questa categoria di libri di guerra è facilmente alterabile. Così, cari lettori, se qui sperate di trovare belle pagine descrittive e brillanti

    dissertazioni sulla guerra spagnola, non leggetemi, chiudete il libro e gettatelo in un angolo. Se invece al contrario avete tempo libero e non sapete come usarlo, cominciate la lettura di queste pagine, dove troverete racconti tristi o allegri, tragici o comici, ma sempre reali, perché i dialoghi tra i compagni componenti la mia troupe cinematografica e

    lo sviluppo dei fatti sono stati rispettati e trascritti fedelmente. Il lettore attraverserà assieme a noi i campi di battaglia e i paesi della retroguardia, e potrà farsi un’idea approssimativa di come lottano, muoiono e lavorano gli uomini della gloriosa Confederación Nacional del Trabajo. E se alla fine il lettore rimarrà soddisfatto del mio modesto lavoro,

    questa sarà la mia migliore ricompensa. A.G.

    18 luglio 1936

    Non dimentico, non dimenticherò mai. Ero appena tornato a casa mia a Madrid, 19 bis di Avenida de Menéndez Pelayo, dopo una giornata di duro lavoro. Avevo girato gli esterni di un film intitolato Carne de fieras nei Giardini del Retiro, dalle sette del mattino fino al tardo pomeriggio. Abbiamo cominciato il film giovedì 16 luglio. Ero autore, regista e anche interprete

    di un ruolo un po’ particolare. Come vedete, non avevo affatto tempo di annoiarmi. Sabato pomeriggio erano circolate delle voci su un’imminente rivolta dei fascisti. Però a dire il vero nessuno ci credeva... Poco dopo cena, mentre mi preparavo ad andare a dormire, la radio di un vicino confermava il fatto. Il Governo lanciava un appello al popolo, al Popolo! con la maiuscola,

    affinché raggiungesse i centri indicati e si rifornisse di armi e munizioni per fronteggiare il "levantamiento" militare dei sediziosi. Quindi era proprio vero. E il popolo di Madrid non esitò un secondo, rispondendo in massa alla chiamata del Governo.

    19 luglio 1936

    Il mattino di quella domenica d’estate Madrid era già sul piede di guerra. Una fragorosa e incessante sparatoria per le strade ci faceva capire che i nemici erano decisi a trionfare. Ci sparavano addosso dalle terrazze, dai balconi, dalle finestre e anche dagli angoli delle strade. Quel giorno era pericoloso circolare a Madrid. Nutriti gruppi di lavoratori delle organizzazioni sindacali e

    politiche, fucili da guerra o da caccia in spalla, percorrevano le strade e le piazze, localizzavano i fascisti imboscati che ci mitragliavano vigliaccamente e gli davano ciò che si meritavano. Il cannone cominciò a tuonare e gli spari echeggiavano in città. Erano i militari insorti della caserma de la Montaña, in Calle de Ferraz, il cui retro dava sul Paseo de Rosales!

    Fu una giornata molto movimentata per me, sovraccarico com’ero di lavoro. Verso le sei del pomeriggio prendevo un taxi e mi facevo portare in Calle de la Luna, nella sede dei Sindacati della Cnt. Devo avvertire qui che la nostra sede era stata chiusa dalla polizia qualche giorno prima, una cosa già accaduta diverse volte, ad opera e per grazia – maledetta grazia!

    – del Governo repubblicano di sinistra. Ancora il venerdì sera, vigilia dell’appello del Governo ai lavoratori anarchici, la sede della nostra Confederazione era chiusa e circondata da un cordone di polizia. Ora i nostri locali erano aperti – e come no? – e al posto dei poliziotti che due giorni prima sorvegliavano l’ingresso vedevo i compagni che,

    come un impressionante formicaio, entravano e uscivano precipitosamente in un viavai di munizioni. L’aspetto della sede della Confederazione in quei giorni è impresso nella mia immaginazione! Con che nobiltà avevano risposto a quell’appello gli eterni perseguitati, gli eterni sconfitti, i «banditi patentati», come venivano chiamati gli anarchici, i lavoratori della

    Confederazione. Però in quella fase tragica, quando il popolo si vedeva seriamente minacciato dai militari traditori, l’eterna «Cenerentola» dei Governi spagnoli accorreva piena di entusiasmo all’angosciato appello del Governo, suo persecutore, e rispondeva al male con il bene. Siamo così, noi uomini della Confederazione! Nessuno lo dimentichi! Entrai nella sede e parlai con i miei

    compagni del Sindicato Único de Espectáculos Públicos, al quale appartenevo. La situazione era grave. Tanto grave che seduta stante informai i miei assistenti che le riprese del film di lunedì erano annullate fino a nuovo ordine a causa delle circostanze, e chiesi loro di avvertire tutti i miei artisti. Con un gruppo di compagni mi diressi verso Calle de Ferraz, che era

    tenuta sotto controllo dal Cuerpo de Asalto per evitare che ci fossero altre vittime, poiché i ribelli avevano già ucciso alcuni dei nostri con le loro mitragliatrici posizionate all’interno della caserma e sparavano di continuo.

    Attraverso la mitraglia

Attraverso la mitraglia

Scene vissute sui fronti e nella retroguardia

Pubblicazione: 28 aprile 2016

Collana: I Saggi

Pagine: 240

ISBN: 9788896350539

Prezzo: 11.00 

Con una lettera della figlia Vicenta Estibalis-Ricart

Oggi più che mai, la stessa consegna: «No pasarán!». E, nel giorno in cui scrivo queste righe, non sono passati.

Edizione speciale rossa e nera per la ricorrenza degli Ottanta anni dall’inizio della Guerra di Spagna 1936/2016.

Pubblicato per la prima volta in Italia.

Traduzione e cura di Alessandro Bresolin.

La vittoria della coalizione del Fronte Popolare alle elezioni del 16 febbraio 1936, in Spagna, suscita grandi speranze per una trasformazione democratica e federalista della società. Pochi mesi dopo però, tra il 18 e il 19 luglio, nelle caserme si scatena la rivolta dei militari guidati da Francisco Franco, attorno al quale si sono coalizzati i settori più conservatori e autoritari del vecchio apparato statale con l’obiettivo di rovesciare la Repubblica. In quel luglio drammatico il regista Armand Guerra è a Madrid, sta girando Carne de Fieras. Di fronte al levantamiento militare, in accordo con i dirigenti della Confederación Nacional del Trabajo, Guerra decide di terminare in fretta il film e di partire sulla linea del fronte per girarne un altro, che mostri e testimoni al mondo intero quella che passerà alla storia come la Guerra di Spagna. Il regista parte con la sua troupe e raggiunge le prime linee dei diversi teatri di battaglia. Accanto alle riprese cinematografiche, che non si tradurranno mai in un film, Guerra scrive anche un diario, pubblicato nel 1937 con il titolo Attraverso la mitraglia, che oggi appare come documento storico raro e prezioso, una fonte di prima mano sui fatti e sulla società spagnola dell’epoca. Il lettore, grazie a questo reportage in presa diretta, viene proiettato e rivive gli eventi che hanno scandito il conflitto più cruento nella storia sociale di Spagna, sfociato poi nella Seconda guerra mondiale. Pubblicato per la prima volta in Italia.

Recensioni

“Attraverso la mitraglia” di Armand Guerra recensito da Antonio Carioti su La Lettura il Corriere della Sera:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Attraverso la mitraglia” di Armand Guerra recensito da Francesco Romanetti sul quotidiano Il Mattino di Napoli:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Attraverso la mitraglia” di Armand Guerra recensito su Le Monde Diplomatique Il Manifesto:

 

 

 

 

 

 

 

 

Attraverso la mitraglia recensito su Legenda Letteraria

Attraverso la mitraglia video-recensito da MissTortellino