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11 ottobre 2018

13 ottobre. Raffaele Alliegro presenta il romanzo Il Segreto di Bruto all’evento di rievocazione storica S.P.Q.R. – La Roma di ieri nella Roma di oggi

Appuntamento sui generis questo fine settima per i lettori romani con il caporedattore del quotidiano Il Messaggero Raffaele Alliegro e il suo romanzo IL SEGRETO DI BRUTO. 

Sabato 13 ottobre, a partire dalle 17:30, il caporedattore del quotidiano Il Messaggero incontrerà il nutrito pubblico che parteciperà alla due giorni di rievocazioni storiche “S.P.Q.R. – La Roma di ieri nella Roma di oggi”, l’evento che si terrà in via Appia 18 all’interno della splendida Arena del Gruppo Storico Romano sabato 13 e domenica 14 dalle ore 16 alle ore 20.

L’iniziativa è voluta dal Gruppo Storico Romano che da oltre 20 anni organizza in tutto il mondo eventi di rievocazione storica dedicati alla storia della Città Eterna.

Combattimenti gladiatori, esibizioni dei Legionari, danze antiche, spazi interattivi per grandi e piccini con lezioni di gladiatura con veri gladiatori, lezione di danze antiche, tiro con l’arco, banchi didattici e tante altre altre iniziative per la riscoperta della cultura dell’Antica Roma promettono di accendere l’interesse e la curiosità di centinaia di visitatori e curiosi.

Alliegro dipingerà al pubblico presente, con i toni suggestivi e esoterici di cui è ricco il suo romanzo,  i tratti di  personaggio fondamentale della storia romana: Lucio Giunio Bruto. 

Il “primo Bruto”, antenato del più celebre Marco Giunio Bruto cospiratore contro Cesare, e  predestinato dei libri sibillini, guidò la rivoluzione contro la tirannia dei Tarquini e contribuì alla nascita della Repubblica di cui fu il primo console nel 509 a.C.

Ingresso gratuito.

Il libro

Si finse stupido per sopravvivere alla collera di Tarquinio il Superbo. Covò vendetta coltivando il germe della ribellione. Fece esiliare il monarca tiranno, fondò la Repubblica, fu il primo console di Roma nel 509 a.C. Questa è la storia di Lucio Giunio Bruto, il predestinato dei libri sibillini.

La Pizia, oracolo di Delfi, gli rivelò presente e futuro di una Roma all’epoca divisa tra due anime: quella romana, inflessibile, onesta, orgogliosa, primitiva, e quella etrusca, commerciale, moderna, raffinata, corrotta. Bruto sapeva che quel villaggio di rudi pastori sulle rive del Tevere era destinato a diventare caput mundi, trasformandosi nella più potente macchina da guerra mai esistita, tra lotte di potere, crudeltà, semi di libertà soffocati.

E fu lui, nipote adottato del Superbo, da tutti creduto uno sciocco, a tessere la tela della rivolta democratica, che scoppiò devastante dopo lo stupro da parte di uno dei figli del re di Lucrezia, suicida per onore.

Console inflessibile, Bruto fece decapitare perfino due dei suoi figli, rei confessi di avere tramato contro la res publica, e cadde in battaglia, consapevole che, centinaia di anni dopo, un discendente avrebbe raccolto il suo testimone, quel Marco Giunio Bruto congiurato contro Caio Giulio Cesare, alle Idi di marzo del 44 a.C.

Nei cardini tracciati da Tito Livio nell’opera Ab Urbe condita, Raffaele Alliegro fa scorrere personaggi e accadimenti, perfetta sintesi tra fatti storicamente accertati e coerente invenzione, restituendo un clima di passioni e sentimenti autentici che, ieri come oggi e domani, agitano la vita degli uomini.

L’autore

Raffaele Alliegro , giornalista. Nato a Napoli nel 1961, vive a Tivoli e lavora a Roma come caporedattore nel quotidiano Il Messaggero. Con Edizioni Spartaco ha pubblicato, a quattro mani con Marco Fimiani, Il destino cambia in tre attimi. Piccole storie di grandi ribellioni (2013) e il romanzo Il segreto di Bruto (2018).