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Libro della Settimana

20 aprile 2018

21 aprile. Mariastella Eisenberg presenta il romanzo Il Tempo fa il suo Mestiere a Capua

Nell’ambito del ciclo di incontri con scrittori casertani “Terra di lavoro scrive”  sabato 21 aprile 2018, a partire dalle ore 19, Mariastella Eisenberg presenterà il romanzo pubblicato da Edizioni Spartaco IL TEMPO FA IL SUO MESTIERE presso COSE d’interni LIBRI, in c.so Gran Priorato di Malta 88, Capua.

L’evento promosso dal Circolo dei Lettori di Capua sotto l’egida di Capua il Luogo della Lingua festival vedrà la partecipazione della scrittrice Marilena Lucente che nel corso della serata dialogherà con l’autrice.

Il libro

Sara è un’adolescente ombrosa e inquieta. Ha solo sedici anni quando, una mattina di fine febbraio, s’imbatte in Giuseppe, ragazzo schivo e taciturno. I due si amano. Nove mesi dopo vengono alla luce due gemelli, una maledizione per chi nasce in Moldavia. Un neonato, Tobia, viene fatto passare come figlio dei genitori di Sara; l’altro, Simone, viene prima affidato alle cure di un orfanotrofio, poi adottato da una coppia francese che lo conduce a Lione.

Sintesi felice di molti generi – romanzo, testimonianza, denuncia – Il tempo fa il suo mestiere è una saga familiare intessuta su silenzi colpevoli, rancori sotterranei, sentimenti granitici. Ai giorni nostri, a Gerusalemme, città sacra a ebrei, cristiani e musulmani, si scioglieranno i nodi di questa appassionante vicenda umana, che prende il via nel 1912 in Romania e trova il suo sviluppo negli anni Cinquanta in Italia, nell’incanto del golfo di Napoli. Due guerre mondiali sconvolgono il vecchio continente e milioni di esseri umani, durante e dopo i conflitti, devono fare i conti con tutti i peccati della Terra. «La morte era “un maestro tedesco”, ma aveva uno zelante apprendista rumeno. Ancora oggi in Romania tutto questo viene taciuto e distorto, più di quanto non venga ammesso». Così scrive il Premio Nobel Herta Müller. Mariastella Eisenberg racconta dei Rosenberg, famiglia ebrea di etnia tedesca, attraversando i tormenti del Ventesimo secolo, laddove le ragioni della storia cedono il passo ai diritti del cuore e del vissuto quotidiano. E lo fa con lo stile che le è proprio, con «l’immediatezza delle immagini, la prosa agile e mai retorica» (la Repubblica).