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Libro della Settimana

18 aprile 2018

10 maggio.”Futuro imperfetto”,Paolo Pasi presenta La canzone dell’immortale alla rassegna milanese

Nell’ambito della rassegna letteraria “Futuro imperfetto. Le nuove frontiere della fantascienza contemporanea giovedì 10 maggio 2018, alle 19  il giornalista Rai  e scrittore Paolo Pasi presenterà il romanzo LA CANZONE DELL’IMMORTALE   presso La Scighera, in Via Candiani 131, nel cuore del quartiere Bovisa, Milano.

Dalla narrativa, al cinema, passando per le serie tv e i fumetti, la fantascienza sta attraversando una nuova età dell’oro
A questo insperato successo (di critica e di pubblico), corrispondono nuove frontiere: il genere ha percorso strade inedite, si è contaminato con altre forme di narrativa e ha ridefinito i propri confini.
Nuovi autori hanno preso il timone, nuovi temi si stanno affacciando all’orizzonte. Accanto alla fantascienza delle battaglie interstestellari, degli invasori alieni, dei cavalieri Jedi e dei buchi neri, c’è un’altra fantascienza forse meno rocambolesca e avventurosa, ma certamente più interessata a raccontare le contraddizioni del nostro presente.

La Scighera ospiterà quattro appuntamenti legati alla rassegna “Futuro imperfetto” per raccontare nuovi libri di una fantascienza antropologica in grado di affrontare i temi più attuali (il rapporto tra uomo e tecnologia, i rapporto tra generi, le aporie del potere) calandoli in un futuro prossimo, a volte distopico.

A tal proposito si può definire distopico il futuro che Paolo Pasi ci descrive nel suo libro? Non ci sono scenari apocalittici, ma è un mondo di sopraffazione, soprattutto psicologica, che viene dall’evoluzione, dalla commercializzazione di tutto, sentimenti compresi. Dove il potere decide la sorte delle canzoni: quelle da cancellare definitivamente e quelle da mantenere vive, con opportuni aggiustamenti utili solo allo scopo di renderle dei jingle atti a suscitare emozioni controllate e controllabili per vendere prodotti.

Nel corso della serata l’autore dialogherà con Chiara Reali.

Il libro

In un mondo trans-globalizzato, le persone sono considerate alla stregua di prodotti finanziari. Dalla categoria dei derivati di classe B – gente letteralmente alla deriva – si sale fino ad arrivare ai tripla A, esseri eterni, sempre giovani, menti superiori. È a questi estremi che appartengono i protagonisti del romanzo.

L’immortale racconta il suo tempo immobile, che viene rotto dall’insolita richiesta di una donna: «Scrivimi una canzone». Pur nella sua perfezione, egli si scopre incapace di mettere insieme parole e note, perché ha smarrito la sua umanità.

Sul versante opposto, un cantautore di scarso successo, uomo di classe B, vive il declino dei cinquant’anni ed è costretto a lavorare nell’Archivio Digitale Permanente, dove si scelgono le canzoni da perpetuare e quelle da cancellare definitivamente. Si sottopone quindi a una terapia psico-musicale per ritrovare la sua ispirazione e così incappa in un’amara sorpresa: durante una seduta ascolta un suo brano dimenticato, che risulta però depositato vent’anni prima.

La storia dei due finisce per convergere sulla figura di un misterioso cantore-poeta.

Il tempo e la musica che lo scandisce, da sottofondo, diventano colonna sonora portante di un libro che ripropone temi pressanti: l’incedere dell’età, la paura di invecchiare, la liquidità di sentimenti e passioni, l’amore, la noia del vivere quotidiano, l’affanno di apparire giovani e la necessità di restare bambini.

L’autore

Paolo Pasi (1963, milanese) è giornalista alla Rai. Ha vinto il premio giornalistico Ilaria Alpi e, nel 2005, il premio Giallomilanese. Nel novembre 2000 ha esordito con la raccolta di racconti Ultimi messaggi dalla città (ExCogita di Luciana Bianciardi, prefazione di Dan Fante). Altre raccolte di racconti, sempre pubblicate da ExCogita, sono Storie senza notizia e Le brigate Carosello (con prefazione di Fernanda Pivano). Il suo primo romanzo, L’estate di Bob Marley, è stato pubblicato nel 2007 (Pironti Editore). Per Edizioni Spartaco nel 2009 è uscito Memorie di un sognatore abusivo, accolto in maniera lusinghiera dalla stampa («Un cocktail dove Zavattini sembra andare a braccetto con Orwell e Cronenberg» la Repubblica; «Una distopia scorrevole e beffarda» Corriere della Sera; «Uno dei migliori romanzi futuribili italiani degli ultimi anni» Il Giornale). Paolo Pasi è anche chitarrista e compositore: il cd Fuori da schermi raccoglie nove canzoni, di cui ha scritto musica e testi.