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Il muggito di Sarajevo

Pubblicazione: 29 settembre 2016

Collana: Dissensi

Pagine: 256

ISBN: 9788896350591

Prezzo: 11.00 €

"Una narrazione capace di suscitare il sorriso, la commozione, la rabbia e la malinconia", Mauro Trotta, Il Manifesto

Una lacrima gentile le scese dall'occhio sinistro. Una lacrima disperata le scese da quello destro. "Muuu!". Fu tutto quello che riuscì a esternare. Poi scosse il capo.

Nata per essere assediata. È così che si sente Amira, diciotto anni e un grande sogno da realizzare nella città di Sarajevo del ’93, lacerata dalle rappresaglie tra serbi e bosniaci. Il cuore della suonatrice di cigar box guitar batte all’unisono con i colpi di mortaio e le raffiche di mitra, ma Amira canta la sopravvivenza, la speranza. Della band Senza Strumenti fanno parte anche il colonnello Mustafa Setka, mago del basso, e il gigantesco ballerino di kolo, Masne, alle percussioni. I due, per tutto il giorno, seguono Jack, meglio conosciuto come Mozambik l’irlandese, fidanzato di Amira, spacciatore. All’occorrenza, Jack si offre come guida agli inviati di guerra che affollano l’Holiday Inn semidistrutto. Così conosce Carlo e Oscar, due fotoreporter italiani che inseguono uno scoop davvero straordinario: tra macerie e bombe, intendono trovare una vacca indiana che si dice abbia poteri da chiromante. Sarà per caso la Zebù gir che il vecchio Ivan nasconde nella corte interna del suo negozio di tabacchi, adattato a fumeria d’oppio dopo l’inizio del conflitto? Del resto, non è la sola ospite che il commerciante  cela a sguardi e orecchie indiscrete. In uno sgabuzzino è segregato, infatti, un serbo fuori di testa che, dopo una scorpacciata di funghi allucinogeni, si è ritrovato al di là delle linee nemiche. Lo scopo di Ivan è rispedirlo al mittente in cambio di un riscatto, da chiedere a un oscuro cecchino dei servizi segreti serbi, che trova la concentrazione solo canticchiando le hit di Barbra Streisand. Niente a che vedere con i Nirvana di Kurt Cobain, che Amira ha scoperto grazie a un lontano cugino olandese, di origine bosniaca, diviso tra rock e fede religiosa da quando ha abbracciato l’Islam in prigione.

Dopo il romanzo Quando le chitarre facevano l’amore, Lorenzo Mazzoni regala ai suoi lettori Il muggito di Sarajevo, un’altra carrellata di personaggi unici, protagonisti di una storia cruda, toccante, avventurosa, grottesca, dall’ipnotico ritmo grunge.

 

Recensioni

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Il Resto del Carlino

“Il muggito di Sarajevo” recensito da La lettrice rampante

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Liberi di Scrivere

“Il muggito di Sarajevo” recensito sull’ Osservatorio balcani e caucaso

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Evidenzia libri

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Nazione indiana

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Satisfiction

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Culturalismi.com

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Succede oggi

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Over the doors

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Il Bardo

Podcast dell’ intervista di Lorenzo Mazzoni sul suo romanzo “Il muggito di Sarajevo” – a partire dal minuto 29- durante la puntata del programma “Shokking Culture” sulle frequenze di Rock’n’roll Radio

 Sul suo blog Stefano Donno recensisce “Il muggito di Sarajevo”

“Il muggito di Sarajevo” recensito da Elisabetta Favale su linkiesta.it

“Il muggito di Sarajevo” recensito da La Leggivendola

“Il muggito di Sarajevo” recensito su Senzaudio