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Libro della Settimana

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Camus. L’unione delle diversità

Collana: I Saggi

Pagine: 216

ISBN: 9788896350355

Prezzo: 10.00  8.50 

Disponibilità: buona

Una società dei popoli liberata dai miti della sovranità una forza rivoluzionaria che non s’appoggia sulla polizia e una libertà umana che non sia asservita al denaro

«Ci è sembrato che non potessimo fare di più che costituire, al di sopra delle frontiere, isolotti di resistenza dove tenteremo di mantenere, a disposizione di quelli che verranno, i valori che restituiscono un senso alla vita».

Albert Camus è stato uno degli autori più significativi e originali del Novecento. Celebre soprattutto per i romanzi (Lo straniero, La peste, La caduta) e le pièce teatrali (Caligola, Il malinteso, I giusti), venne a lungo dimenticato in quanto intellettuale critico e militante senza partito. Solo ora che la sua figura è pienamente uscita dal cono d’ombra nel quale era stata relegata, quella della polemica con Sartre, i saggi e gli interventi politici di Camus, letti senza le lenti delle ideologie, vengono valutati per ciò che realmente esprimono. Le sue prese di posizione di sinistra libertaria, nel contesto di una guerra fredda dominata dalla logica del «con me o contro di me», caddero nel vuoto, bollate come inattuali. «Lui è andato avanti da solo e a volto scoperto» dice la figlia Catherine. E oggi sono proprio la coerenza e la sincerità di certe posizioni, sul franchismo, sulla politica sovietica e il comunismo, sulla questione algerina o sul federalismo europeo, a fornirci solidi strumenti per leggere in modo inedito il nostro passato prossimo e per interpretare e affrontare il nostro presente. Camus. L’unione delle diversità è un saggio che segue il filo del pensiero di Camus e non semplicemente la cronologia dei fatti che segnarono la sua breve ma intensa vita.

Albert Camus, scrittore, giornalista, autore e regista teatrale, nacque a Mondovi (Algeria) nel 1913 e morì in un incidente stradale in Francia nel 1960. Nel 1957 gli venne attribuito il premio Nobel per la letteratura. La sua opera, che parte dal tema esistenziale dell’assurdo, si sviluppa in romazi (Lo straniero, 1942; La peste, 1947; La caduta, 1956), pièce teatrali (Il malinteso, 1944; Caligola, 1944; Lo Stato d’assedio, 1948; I giusti, 1950) e saggi (Il rovescio e il diritto, 1937; Noces, 1939; Il mito di Sisifo, 1942; Actuelles i, 1950; L’uomo in rivolta, 1951; Actuelles ii, 1953; Actuelles iii, 1958). Da giornalista collaborò con “Alger républicain”, “Le Soir républicain”, “Combat” (organo del movimento della Resistenza francese in cui militava), “L’Express”, e con numerose riviste libertarie come “Le Libertaire”, “La Révolution prolétarienne”, “Témoins”. Nella borsa che aveva con sé quando morì, venne ritrovato il manoscritto del romanzo incompiuto Il primo uomo, pubblicato postumo nel 1994.

Alessandro Bresolin (Castelfranco Veneto 1970) su Albert Camus ha curato l’antologia di testi La rivolta libertaria (Eleuthera, 1998) e ha tradotto e curato Il futuro della civiltà europea (Castelvecchi, 2012). Per Edizioni Spartaco ha pubblicato il romanzo Gesti convulsi. Sul palco e nella vita (2013), ha curato la raccolta di saggi di Ignazio Silone dal titolo Le cose per cui mi batto e tradotto i romanzi Ambizione nel deserto di Albert Cossery, La principessa del deserto di mezzo di Hamid Skif, Ammazza un bastardo! e La strega mascherata di Colonel Durruti, Il sangue di Fatima di Armand Julia. Come freelance ha collaborato con “Lo Straniero”, Rai Radio 3, “Il Manifesto”, Carmillaonline.