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Libro della Settimana

5 ottobre 2017

21 ottobre. Francesco de Core porta Un Pallido Sole che Scotta a Potenza

Sabato 21 ottobre 2017 il giornalista e saggista Francesco de Core sarà protagonista di un doppio appuntamento con il pubblico lucano.

Nel pomeriggio incontrerà  i lettori alla  Libreria Ubik di Potenza, in via Pretoria 50, per la  presentazione del suo libro “Un pallido sole che scotta“- Edizioni Spartaco.  L’autore, a partire dalle ore 18, dialogherà con Giuditta Casale, docente e fondatrice del blog letterario Giuditta Legge, e con Biagio Russo, direttore della Fondazione Sinisgalli.

Nella mattinata, a partire dalle ore 10, il giornalista, redattore capo del quotidiano “Il Mattino”, salirà in cattedra all‘I.I.S. “Leonardo Sinisgalli” di Senise per una lectio magistralis sul tema Scrivere (da Sud) al tempo di Gomorra.

L’evento fa  parte della rassegna culturale Lezioni del Novecento”, ciclo di incontri dedicato agli studenti lucani dell’ultimo anno delle superiori organizzato dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli con quattro grandi autori con cui analizzare le evoluzioni della letteratura contemporanea, proprio a partire da questioni che affondano le loro radici nel secolo scorso.

Il libro Un pallido sole che scotta «non è biografia né autobiografia, non è reportage né saggio di critica letteraria, ma una sorta di cocktail di questi generi letterari sapientemente miscelati… è la cronaca di un viaggio nel cuore del Sud, da Africo a Napoli. Umberto Zanotti Bianco e Vito Teti, Pavese e Alvaro, Piovene e Sciascia, Giuseppe Berto e Ungaretti, Franco Antonicelli e Cesare Brandi, Camus e Alfredo Gatto, Saviano e Pasolini, Gustaw Herling-Grudzinski ed Elena Ferrante svolgono il ruolo di novelli Virgilio in questo pellegrinaggio, il cui proposito è  confrontare l’attuale situazione di una vasta area del nostro Paese con quella descritta da quei testimoni d’eccezione », Giovanni Russo per Il Corriere della Sera.

«In questo suo “vagabondaggio lento, intrapreso per amore e curiosità” su un terreno impervioscrive Fabio Ranucci sulle pagine di Conquiste del Lavoro–  de Core esamina la realtà con più strumenti e ricorda a tutti che nel Sud, vittima di un sistema che ormai si avvita su se stesso, è necessario affermare il valore assoluto della cultura, della letteratura come scelta di vita. Basta piangersi addosso, dunque,  è l’ora di abbandonare i vecchi cliché, di affrontare a viso aperto timori e incertezze e di rialzare la testa».

Il libro

Il Meridione raccontato da Francesco De Core è amore e tormento, incisione profonda nella carne di un territorio dell’anima che poteva essere e non è, di una patria con troppe bandiere, un eterno purgatorio di attese tradite. Un cammino della speranza, repressa dagli occhi e voluta con il cuore. In buona, ottima compagnia di scrittori e artisti, apolidi e icone di un’Europa smarrita, anacoreti alla ricerca di un loro deserto dove vivere e pregare, poeti che amano parole e colori. Niente acquerelli, eppure non solo fotografie in bianco e nero, ma nitide tracce di un giornalista che oltre alla penna porta in valigia un’accetta affilata. Attento e curioso, ama aggirarsi tra le mura sbrecciate di Casertavecchia, come Pier Paolo Pasolini. Assieme ad Albert Camus si lascia abbagliare dai resti maestosi ed eterni di Paestum. Schiuma di rabbia con Giuseppe Berto sul suolo calabro violato e si ferma con pudore accanto a Leonardo Sciascia all’ingresso della Certosa di Serra San Bruno. Poi si tuffa nei versi di Alfonso Gatto, il coriaceo amante di Salerno e della divina costiera. A Marcianise, sulle orme di Roberto Saviano, sale sul ring nella fabbrica di campioni del maestro Domenico Brillantino: qui respira sudore e grinta, disciplina e sacrificio. Sembra soffocare nel corpo dilaniato di Napoli, con le lacrime di cenere di Giuseppe Montesano e i richiami a Elena Ferrante, Nicola Pugliese e Luigi Compagnone. Sullo sfondo il profilo rigoroso di un esule, Gustaw Herling.

L’autore

Francesco de Core (Caserta 1965), giornalista, è redattore capo del quotidiano “Il Mattino”. Ha scritto, con Ottorino Gungo, Silone, l’avventura di un uomo libero (Marsilio, 1998), Burocrati e saltimbanchi siete il veleno della sinistra. Il libro rosso di Lev Davidovic Trotzky (Pironti, 1999), Silone, un alfabeto (l’ancora del mediterraneo, 2003). Ha curato il libro di scritti giornalistici di Ignazio Silone Esami di coscienza (e/o, 2000, Premio Capri San Michele) e Stanza 1304. La finestra sulla guerra (Graus, 2004). Suoi interventi compaiono nei volumi L’eredità di tempo presente (Fahrenheit 451, 2000), Nel Sud. Senza bussola (l’ancora del mediterraneo, 2002), Silone. La libertà (Guerini e Associati, 2007), Stranieri. Albert Camus e il nostro tempo (Contrasto, 2012), Fuoco sulla città (Ad est dell’equatore, 2013), F For Fake (Editori Internazionali Riuniti, 2013).

Etichette: Fondazione Leonardo Sinisgalli, Francesco de Core, Potenza, Sud, un pallido sole che scotta